Quando un veicolo è gravato da fermo amministrativo, molti proprietari si trovano davanti a un dubbio comune: “Posso richiedere la rottamazione dell’auto anche se non è libera da vincoli?”
In questa guida ti spieghiamo cosa prevede la normativa, quali passaggi seguire e come procedere senza errori.
Il fermo amministrativo è un provvedimento con cui l’Agenzia delle Entrate Riscossione (o altri enti) limita la disponibilità del veicolo a garanzia di un debito non pagato.
Quando un’auto è sottoposta a fermo:
Il vincolo risulta visibile tramite una visura PRA.
La normativa di riferimento, l’articolo 86 del DPR 602/1973, spiega in modo chiaro che finché il debito non viene saldato, il veicolo rimane intestato al proprietario e non può essere avviato alla demolizione e poi radiato. In pratica, nessun centro di raccolta può accettare un’auto ancora soggetta a fermo amministrativo.
In altre parole, la rottamazione con fermo amministrativo resta sospesa fino a quando il vincolo non viene ufficialmente cancellato.
Per poter rottamare un’auto con fermo amministrativo, il proprietario deve seguire alcuni passaggi ben precisi.
Prima di tutto è importante verificare, tramite una visura PRA, che il fermo sia effettivamente presente. Se il vincolo risulta attivo, bisogna provvedere al pagamento del debito che lo ha generato e attendere che l’ente di riscossione comunichi ufficialmente la cancellazione. Solo dopo questa conferma sarà possibile rivolgersi a un centro autorizzato per avviare la richiesta di rottamazione.
Seguire questo ordine è fondamentale, perché in caso contrario la pratica verrebbe automaticamente respinta.
Una volta consegnato tutto il necessario, il centro autorizzato può prendere in carico il veicolo per la gestione del veicolo fuori uso e avviare la radiazione al PRA.
Al termine della procedura viene rilasciato il certificato di radiazione digitale, l’unico documento che attesta la chiusura definitiva della pratica.
La documentazione necessaria varia in base alla data di immatricolazione del veicolo. Per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2021 serviranno il Documento Unico di circolazione e proprietà (DU), un documento d’identità valido, il codice fiscale dell’intestatario e le targhe del veicolo.
Per i veicoli immatricolati prima di tale data sono invece richiesti la carta di circolazione, il certificato di proprietà (oggi in formato digitale), il documento d’identità, il codice fiscale del proprietario e le targhe del veicolo.
Questi documenti permettono di identificare con precisione il veicolo e il suo intestatario, garantendo che la pratica venga gestita in modo corretto e trasparente.
Una volta consegnato tutto il necessario, il centro autorizzato potrà occuparsi de ritiro del veicolo, dell’emissione del certificato di rottamazione e della radiazione del veicolo al PRA.
In questo modo il proprietario è sollevato da ogni responsabilità futura sul veicolo e può considerare concluso l’intero iter senza ulteriori ostacoli.
Noi di Autodemolizione Pollini verifichiamo gratuitamente la situazione amministrativa del veicolo, spieghiamo con chiarezza quali passaggi sono ancora necessari, gestiamo la rottamazione non appena il fermo viene cancellato e, se serve, ritiriamo i veicoli non marcianti.
In questo modo garantiamo tempi rapidi, precisione nelle pratiche e la tranquillità di un servizio sicuro e completo.
Molti proprietari, nel tentativo di liberarsi di un’auto ormai inutilizzabile, provano a rottamarla prima che il fermo amministrativo venga cancellato.
Tuttavia, il PRA respinge automaticamente la pratica, causando solo perdite di tempo e frustrazione.
Per evitare questi inconvenienti, è importante rivolgersi a professionisti che conoscano bene la normativa e sappiano come gestire ogni fase nel modo corretto.
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