Come riconoscere un centro di rottamazione autorizzato (e i rischi reali di rivolgersi a uno abusivo)

Che fine fa un’auto rottamata? Quando la consegni a un centro di raccolta, il suo percorso è appena iniziato. Vediamo cosa succede, passo dopo passo, dalla messa in sicurezza al riciclo dell’auto rottamata, e cosa cambia con il nuovo regolamento UE sui veicoli fuori uso.

Dalla consegna alla radiazione

Tutto comincia con la consegna al centro di raccolta autorizzato, che ti rilascia il certificato di rottamazione e richiede la radiazione dal PRA.

La messa in sicurezza dell'auto

Prima di qualsiasi altra operazione l’auto viene messa in sicurezza. Secondo le linee guida ISPRA-APAT sul trattamento dei veicoli fuori uso, questa fase comprende:

  • La rimozione della batteria, con neutralizzazione degli acidi e stoccaggio in contenitori stagni
  • La rimozione degli eventuali serbatoi di GPL o metano
  • La rimozione o neutralizzazione degli airbag
  • Il prelievo del carburante
  • La rimozione di oli e altri fluidi, raccolti separatamente, e del filtro dell’olio
  • La rimozione dei gas refrigeranti del climatizzatore e dei componenti contenenti mercurio
  • La rimozione della marmitta catalitica

Smontaggio e recupero dei componenti

Dopo la messa in sicurezza vengono smontati i componenti da avviare a reimpiego, riciclaggio e recupero. Le linee guida citano, tra gli altri, i catalizzatori, i componenti metallici contenenti rame, alluminio o magnesio, i pneumatici, il vetro e i grandi componenti in plastica come paraurti e cruscotti. I pezzi ancora in buono stato possono essere reimpiegati.

Pressatura e frantumazione

Le carcasse messe in sicurezza possono essere pressate per ridurre il volume e facilitare il trasporto, e vengono poi avviate a frantumazione, da cui si recuperano i materiali, in primo luogo i metalli.

Quanto viene davvero riciclato

Quanto e come viene riciclata un’auto? La normativa fissa obiettivi precisi. Dal 1° gennaio 2015, per tutti i veicoli fuori uso, il reimpiego e il recupero devono raggiungere almeno il 95% del peso medio per veicolo, mentre il reimpiego e il riciclaggio devono raggiungere almeno l’85%. Sono obiettivi di sistema, non una garanzia sul singolo veicolo, ma indicano la direzione: l’auto rottamata è una risorsa, non un rifiuto da smaltire.

Il nuovo regolamento UE 2026/1738: cosa cambia

Il Regolamento (UE) 2026/1738, relativo ai requisiti di circolarità per la progettazione dei veicoli e alla gestione dei veicoli fuori uso, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 24 luglio 2026 ed è in vigore dal 13 agosto 2026. Si applicherà in via generale dal 1° settembre 2028 e sostituirà la direttiva 2000/53/CE, che sarà abrogata a quella data (con alcune disposizioni che restano in vigore fino al 2029–2032), e la direttiva 2005/64/CE, abrogata dal 2032. Tra le novità previste:

  • Un sistema europeo di certificazione e notifica elettronica della rottamazione. In Italia il certificato di rottamazione è già digitale dal 7 giugno 2024
  • La responsabilità estesa del produttore, che finanzia la raccolta e il trattamento dei veicoli immessi sul mercato
  • Un passaporto digitale di circolarità, con informazioni su materiali e componenti, con avvio previsto intorno al 2032
  • Obiettivi di plastica riciclata nei nuovi veicoli, indicati in crescita dal 15% al 25%: non sono quote certe, perché la Commissione può rinviarli o ridurli
  • Controlli più severi sull’esportazione di veicoli non idonei alla circolazione

Per la procedura di consegna e rottamazione del privato, oggi non cambia nulla. Il regolamento è già in vigore dal 13 agosto 2026 e alcune sue disposizioni si applicano dal 14 settembre 2026, ma la consegna a un centro autorizzato segue la procedura attuale, secondo le regole nazionali.

Perché scegliere un centro autorizzato

Tutto questo percorso è garantito solo da un centro di raccolta autorizzato: è lui a mettere in sicurezza l’auto, a trattarla secondo la normativa e a occuparsi della radiazione.

Vuoi rottamare la tua auto sapendo che verrà trattata e riciclata correttamente? Richiedi informazioni compilando il form qui sotto: il team di Autodemolizione Pollini si occupa dell’intera procedura, dal ritiro alla radiazione.

FAQ - Che fine fa un'auto rottamata

Viene messa in sicurezza (rimozione di batteria, carburante, fluidi, airbag e altri componenti), poi smontata per recuperare i pezzi riutilizzabili e i materiali, e infine pressata e avviata a frantumazione.

Gli obiettivi di legge dal 2015 prevedono il reimpiego e recupero di almeno il 95% del peso medio del veicolo e il reimpiego e riciclaggio di almeno l’85%.

Il Regolamento (UE) 2026/1738 è in vigore dal 13 agosto 2026 e si applicherà in via generale dal 1° settembre 2028, con alcune disposizioni già applicabili dal 14 settembre 2026. Per la procedura di consegna e rottamazione del privato, oggi non cambia nulla.

No. La rottamazione si svolge con la procedura attuale presso un centro di raccolta autorizzato.